Per la Uiltucs Toscana, che per prima ha lanciato l’allarme dopo che il 10 giugno i lavoratori avevano ricevuto la comunicazione dalla Battistolli, il passaggio al contratto Ugl rappresentava per l’azienda un vantaggio economico oggettivo. Un risparmio che secondo il coordinatore regionale del settore sicurezza Uiltucs, Gennaro Cotugno, “può arrivare a 2 mila euro l’anno a dipendente”, tra giorni di malattia, straordinari e lavoro domenicale che nel ccnl Ugl sono pagati meno rispetto al vecchio ccnl Servizi Fiduciari che, scaduto da ormai otto anni, è finalmente approdato a un accordo per il rinnovo. Nulla di eclatante: per buste paga da 950 euro lordi al mese si tratta di 140 euro lordi in più da dilazionare in tre anni. La prima tranche, un aumento di 50 euro, sarebbe arrivata proprio il mese scorso. Ma non per tutti: dopo aver applicato per anni un contratto scaduto ma evidentemente conveniente, tanto che i minimi salariali previsti sono stati dichiarati incompatibili con l’articolo 36 della Costituzione in diverse sentenze, la Battistolli decide che il rinnovo siglato da Cgil, Cisl e Uil non le piace. E visto che non aderisce a nessuna delle associazioni datoriali di categoria firmatarie, passa unilateralmente al contratto Ugl che la Uiltucs toscana definisce “peggiorativo sotto molti aspetti” e nonostante l’armonizzazione della buste paga prevista dall’azienda.

Il settore della vigilanza non armata è da tempo sotto accusa per i salari troppo bassi e le condizioni di lavoro. E la Battistolli non ci sta a passare da carnefice. “Sono state diffuse da organi di stampa e da alcune organizzazioni sindacali, notizie fuorvianti riguardanti la decisione della nostra società”, scrive l’azienda nella risposta alla diffida dei sindacati confederali. E si smarca: “La Società, come era suo insindacabile diritto, ha deciso di non applicare il nuovo ccnl Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza (ex Servizi Fiduciari, ndr), essendo note solo le condizioni riportate nella succinta ipotesi di accordo del 30 maggio 2023″. Una scusa che per Cgil, Cisl e Uil non regge: l’accordo è pienamente vigente e dal primo giugno “già in erogazione nelle buste paga”, tanto che la scelta “illegittima” dell’azienda ha cancellato gli aumenti previsti. Ma dopo mille proclami in Italia non c’è ancora una legge sulla rappresentanza che garantisca l’estensione a tutti i lavoratori del trattamento economico complessivo fissato nei contratti firmati dai sindacati più rappresentativi, le aziende possono scegliersi i sindacati e i contratti che preferiscono. Legittima o no, la scelta della Battistolli sembra aver superato una misura già colma. Cgil, Cisl e Uil hanno avviato lo stato di agitazione, intimando all’azienda l’immediato ripristino del ccnl Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Nel frattempo, la Uiltucs toscana aveva già annunciato uno sciopero che venerdì scorso a Firenze ha visto la partecipazione del 70% dei lavoratori in un settore dove la penetrazione sindacale è difficile. Hanno aderito dipendenti della Battistolli impiegati nei servizi di portierato e guardiania presso IKEA, Gucci, Fendi, Givenchy e MPS.