Data: 15/07/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA |
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Un giorno di caos per i voli. Cancellati mille collegamenti L’astensione dal lavoro oggi dalle 10 alle 18 del personale di terra e dei piloti delle low cost. Salvini: un tavolo. Convocati anche i tassisti
Treni, il Tar non accoglie la sospensiva dei sindacati. Discuterà il ricorso a settembre Si chiude con oltre mille voli cancellati la settimana nera dei trasporti in Italia. Dopo lo sciopero (dimezzato) dei treni di giovedì 13 luglio, oggi tocca al settore aereo. Si fermano i lavoratori in particolare dell’handling, dalle 10 alle 18, per ricordare la vertenza sul rinnovo del contratto di impiego che è scaduto da sei anni. Si fermano anche il personale navigante della low cost Vueling (dalle 10 alle 18) e di Malta Air, del gruppo Ryanair (dalle 12 alle 16). Secondo le stime del Corriere sulla base della programmazione sono a rischio oltre mille decolli dal nostro Paese — su rotte nazionali e internazionali — nelle otto ore di agitazione e dovrebbero essere coinvolte circa 150 mila persone. Vanno poi aggiunti altri 85 mila viaggiatori «colpiti» dalle cancellazioni dei voli in arrivo in Italia durante lo sciopero. Non tutti i vettori pubblicano le liste delle cancellazioni: in alcuni casi i viaggi sono stati anticipati o posticipati di qualche ora per farli rientrare nelle fasce di garanzia. Ita Airways ha comunicato la soppressione di 133 partenze (l’elenco è disponibile sul sito del vettore) e di essere riuscita a sistemare su altri collegamenti il 40% dei clienti. Mentre easyJet fa sapere al Corriere che i voli annullati oggi in Italia sono un centinaio. A livello aeroportuale si contano 144 voli cancellati — tra partenze e arrivi — a Milano Malpensa, poco meno di 70 a Linate, oltre 50 a Roma Fiumicino, una trentina a Torino, diverse decine a Napoli (dove c’è, a livello locale, l’agitazione di alcuni controllori di volo), Venezia e Catania. «Sono previsti cancellazioni e ritardi per i voli in Italia», fa sapere Ryanair. Anche Lufthansa, attraverso il sito web, avvisa i clienti dei possibili disagi. «Siamo stati costretti ad annullare una serie di collegamenti dal momento che non potranno essere gestiti dal personale di assistenza a terra», aggiunge Wizz Air che ha offerto «rimborsi e opzioni di ri-prenotazione». Nei cieli europei è un momento delicato. Ma mentre un anno fa i problemi erano il boom della domanda e la carenza di personale, stavolta sono soprattutto le tensioni sindacali. L’ultima minaccia è rappresentata dagli otto giorni di sciopero proclamati dal personale di terra all’aeroporto di Londra Gatwick tra fine luglio e inizio agosto poco dopo che easyJet ha annunciato la cancellazione di 1.700 voli fino a settembre per i problemi nello scalo britannico. Una delle principali sigle di Eurocontrol, l’agenzia europea che gestisce il traffico sopra il continente, minaccia di incrociare le braccia. Scioperano oggi e domani i piloti di Ryanair in Belgio, il 21-25 luglio gli assistenti di volo in Portogallo. Le agitazioni continueranno anche per i controllori francesi del traffico aereo. Questi ultimi provocano l’irritazione di Willie Walsh, capo della Iata (l’associazione internazionale dei vettori), che attacca la carenza di personale transalpino e tedesco perché sta causando disagi soprattutto negli scali principali: «È scoraggiante — dice — che i politici che l’anno scorso si sono affrettati a criticare le aviolinee, siano rimasti in silenzio sui disagi causati dai controllori di volo gestiti o regolamentati dai governi». Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato un tavolo per la prossima settimana tra aziende e lavoratori del settore aereo. E ha fatto «appello al buon senso per ridurre anche spontaneamente la fascia oraria». Non è l’unico dossier aperto sul tavolo del vicepremier. Il dicastero ha fissato per il 19 luglio «un tavolo con le associazioni che rappresentano i taxi e il giorno dopo con gli Ncc». «In tante città, penso a Roma e a Milano - ha detto Salvini - non è possibile aspettare una, due ore per un taxi che non arriva. Quindi, evidentemente, bisogna trovare soluzioni e dare risposte». Sul fronte ferroviario il Tar ha respinto la sospensiva dell’ordinanza del Mit che dimezzava la durata dello sciopero — perché l’agitazione era già terminata —, ma ha fissato al 4 settembre l’udienza di ricorso della Filt sulla «precettazione». |
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