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Data: 29/01/2024
Testata Giornalistica: IL CENTRO
    IL CENTRO

Treni, bus, porti e aeroporto La Regione approva il piano. I progetti da realizzare entro il 2035: la giunta dà l'ok per portarli domani in consiglio

L'arretramento della ferrovia tra Tortoreto e Alba Adriatica. Nuovi bus veloci a emissioni zero, elettrici e persino a idrogeno verde. Una rete di interscambio, diffusa sull'intero territorio regionale, tra bus, treni, biciclette elettriche, auto, colonnine di ricarica e parcheggi. E non solo questo. Anche il potenziamento dei porti e dell'aeroporto, la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, i lavori sull'A14 e l'espansione delle piste ciclabili.Potrebbe essere l'incipit di un libro dei sogni che all'improvviso spunta dal cilindro della maggioranza di centrodestra in piena campagna elettorale per le regionali di marzo. In realtà è un piano molto complesso che nasce da un lungo lavoro di studio portato avanti dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture e Trasporti.Il suo nome è Prit, ma non scambiatelo per un detersivo per i piatti. L'acronimo sta per "Piano regionale integrato dei trasporti" che la Giunta Marsilio ha definitivamente approvato venerdì scorso, inserendo le osservazioni, con l'obiettivo di farlo approdare sul filo di lana nel Consiglio regionale di domani, l'ultimo della legislatura. Ma la notizia fino ad oggi è viaggiata sotto traccia. Forse perché rappresenta un "colpaccio" elettorale per il centrodestra nella partita contro il centrosinistra: una specie ultimo set di un grande slam, per dirla alla Sinner, se si considerano anche il Piano di riordino della rete ospedaliera e la nuova legge urbanistica già approvati in Consiglio. Ma torniamo al Prit.UNA MONTAGNA DI CARTEDa qui fino al 2035 «il piano regionale integrato dei trasporti è il principale strumento di pianificazione delle infrastrutture trasportistiche e della mobilità della Regione».Così si legge nelle prime righe di una relazione che da sola è composta da centinaia di pagine, alle quali si aggiungono decine di allegati. È una montagna di carte che ha visto impegnati gli uffici regionali del settore. La sintesi di questo enorme lavoro di progettazione però è in poche frasi: «Promuovere un sistema integrato di mobilità in cui il trasporto collettivo svolga una funzione fondamentale; contenere i consumi energetici e ridurre le emissioni inquinanti; sviluppare l'intermodalità».In pratica: scendi dal bus, dall'auto oppure dalla bicicletta, e sali subito su un treno, magari veloce, che ti porta in due ore a Roma oppure, lungo la linea Adriatica, verso Nord o in direzione Bari. Dalla regione dove ci si spostava a dorso di un mulo di siloniana memoria a una sorta di Milano del centro Sud. Sognare è lecito?IL QUADRO GENERALELeggere la montagna di carte approvate in giunta è stato come ripassare su un trattato di Medicina il sistema nervoso con la sua rete complessa di diramazioni, gangli e infine fibre che però hanno un punto di riferimento centrale. Un cervello dove tutto converge.Nel caso nostro, il Prit 2035 si basa sulla realizzazione di "Nodi di interscambio" (vedi la tabella grande in alto a destra), centri di mobilità nelle stazioni ferroviarie e nei capolinea del Trasporto pubblico locale su gomma, che saranno trasformati in un sistema Brt (Bus rapid transit), cioè terminal per bus veloci.Tra i grandi investimenti che accompagneranno la rivoluzione della mobilità regionale, affascinante sulla carta ma difficile, molto difficile, da realizzare in dieci anni, spicca per esempio l'arretramento della linea ferroviaria adriatica tra Alba Adriatica e Tortoreto Lido.Ma troviamo anche la conversione della flotta dei bus in mezzi a emissione zero; nuovi treni veloci a idrogeno, biometano o elettricità; interventi per la riduzione dell'inquinamento da traffico nelle aree urbane; e la realizzazione di percorsi ciclabili di connessione tra le stazioni della rete ferroviaria regionale (vedi la mappa in basso a destra con la nuova e vasta rete ciclabile).LE GRANDI OPEREE arriviamo, come si dice, alla "ciccia". Che è quella delle grandi opere pubbliche, già finanziate e sottoposte a Valutazione ambientale strategica (Vas) oppure ancora a livello di idee progettuali.Nel Prit le grandi opere sono divise in sei elenchi per altrettanti settori. È un numero enorme di appalti milionari, ne citiamo solo alcuni, tra i più costosi, partendo dal settore ferroviario. Partiamo dalla velocizzazione della linea Pescara-Roma spicca tra tutte: il soggetto attuatore è Rfi (Rete ferroviaria italiana), ed ha un costo di 6.564.000.000 di euro. Così si legge sulle carte della Regione dove troviamo anche la "realizzazione di opere per la linea ferroviaria Terni-Sulmona" (sempre Rfi, importo 29.000.000 di euro); la realizzazione di un hub di superficie nella stazione di Vasto per lo sviluppo dell'intermodalità (22.000.000 di euro).E ancora: nuovi treni regionali ad alimentazione elettrica o a idrogeno; il raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Bari prima fase; e, tanto per fase solo alcuni esempi, una lunga lista di stazioni con relativa rete ferroviaria da potenziare: da Pescara, Chieti e Ortona, a Montesilvano, Pineto e Giulianova, e da Popoli e Sulmona all'Aquila e Avezzano. Nel settore del Trasporto pubblico locale su gomma spiccano il prolungamento e il completamento della linea filoviaria della Strada Parco nell'area metropolitana Pescara-Chieti (Tua spa, 30.000.000 di euro). Seguono il settore Mobilità ciclistica, con 13.900.000 di euro per interventi urbani e 24.480.000 sulla linea Adriatica; e il settore viabilità (variante alla Statale 16 di Silvi-Anas spa, 25.000.000 di euro), messa in sicurezza di ponti, viadotti e cavalcavia di A24 e A25), parcheggi di scambio nei capoluoghi e nelle città più grandi delle quattro province.Infine i settori portuale e aeroportuale con lavori, per esempio, nel porto canale di Pescara (21.200.000 euro) e nel porto di Ortona (80.150.000 euro), e nello scalo aereo d'Abruzzo per 50 milioni e 430mila euro. IL PUNTO CENTRALESi diceva che i "nodi di interscambio" saranno il cervello del Prit. Nelle carte in questo caso si legge che puntano a dare una «adeguata offerta di sosta per le auto private e bicicletta oltre che comfort per gli utenti (pensilina coperta, panchine, con particolare attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche e display per l'informazione in tempo reale)». Avranno «un ruolo fondamentale per l'accesso alla rete ferroviaria e l'interscambio con le altre modalità di trasporto».LA VARIANTE DI TORTORETOQuest'opera merita una breve approfondimento. Sempre sulle carte a nostra disposizione si scopre che esiste «una proposta di arretramento della linea ferroviaria adriatica nella tratta Alba Adriatica-Tortoreto». C'è già un elaborato tecnico realizzato dalla Regione d'intesa con la struttura tecnica del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile (Mims). E si legge che «la Regione ha indicato un'ulteriore tratta in cui programmare l'arretramento dell'infrastruttura ferroviaria rispetto alla linea di costa che va ad aggiungersi a quella già assentita del by pass di Ortona». Ma per ora c'è solo questo. LA CHIAVE DI VOLTALa rete portante del trasporto pubblico su gomma è rappresentata dagli assi del Brt fondati su un uso quanto più efficiente del bus rapidi.Una rete che quindi dovrà essere strutturata attraverso «l'adozione di soli autobus ad alta capacità e tendenzialmente con motorizzazione ibrida o elettrica (si veda la fotografia a sinistra); la sede prevalentemente riservata; la priorità semaforica alle intersezioni; un allestimento tranviario delle fermate (accosto al marciapiede e incarrozzamento a raso); la riqualificazione della viabilità interessata e una capacità di trasporto di 30mila passeggeri al giorno».È un sistema già molto diffuso in Gran Bretagna e in Francia (a Nantes, per fare un esempio). Ma noi siamo in Abruzzo.


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