Data: 05/08/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA |
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Tassa piatta e agevolazioni Via libera alla delega fiscale Il voto contrario di Pd, M5S e +Europa. Schlein: iniquità insopportabili. Ma c’è il sì di Iv-Azione
ROMA «Una riforma storica, attesa da cinquant’anni, una svolta per il nostro sistema fiscale che è assolutamente penalizzante per i contribuenti». Maurizio Leo, vice ministro dell’Economia, commenta così l’approvazione definitiva da parte della Camera, con 184 voti favorevoli e 85 contrari, della delega al governo per la riforma fiscale. Ventitrè articoli che disegnano la nuova Irpef ad aliquota unica, con la progressività garantita dalle detrazioni e dalle deduzioni fiscali, la riforma della riscossione, del procedimento tributario, delle sanzioni amministrative e penali, dell’accertamento e dei controlli. «Non si dica che questa riforma è a favore degli evasori, perché è il contrario: sarà un fisco più disponibile e collaborativo con i contribuenti, ma anche molto più duro di quanto non sia oggi nei confronti di chi poi tradisce il patto» sottolinea Leo. «Dobbiamo cambiare volto al sistema tributario senza abbassare la guardia nella lotta all’evasione», aggiunge, sottolineando i principi della delega: lo stimolo alla crescita economica, alla natalità, alla prevenzione e riduzione dell’evasione, alla semplificazione del sistema e degli adempimenti per i contribuenti. Le attuali quattro aliquote Irpef, il 23% sui redditi fino a 15 mila euro, il 25% tra 15 e 28 mila, il 35% tra 28 e 50 mila, ed il 43% per quelli superiori, «rendono la vita difficile e complessa ai contribuenti. Vogliamo addolcirne la curva, incominciando con tre aliquote, per poi arrivare gradualmente verso la flat tax, senza uscire dalla logica della progressività» assicura Leo. La linea è quella della semplificazione, «perché non possiamo più assistere a una proliferazione di norme tributarie come oggi, con 1.200 modifiche al Testo unico dell’86 e mille pagine di istruzioni per compilare la dichiarazione» aggiunge il vice ministro. Fin da subito ci si metterà al lavoro sui decreti legislativi di attuazione (da varare entro il luglio 2025) per far sì che i primi provvedimenti possano partire comunque da gennaio 2024. Tra questi quelli che introdurranno la Global minimum tax e le norme per sgonfiare il contenzioso, che sono anche due riforme-obiettivo del Pnrr. E compatibilmente con le risorse disponibili il governo vuole subito avviare il primo modulo della riforma Irpef, con la riduzione delle aliquote, ed un primo sgravio a favore dei contribuenti. Pd e M5S hanno votato contro la legge, come +Europa. Per Elly Schlein, segretaria del Pd, «la delega rende più profonde le già insopportabili iniquità del sistema fiscale, con nuovi regimi di favore che sottraggono altri redditi alla progressività e violano il principio di equità orizzontale». «A chi evade le imposte — aggiunge — vengono promessi, a prescindere dalla situazione di difficoltà, sconti di sanzioni e interessi, tempi biblici di pagamento e futuri condoni. Per gli altri solo mirabolanti promesse». Per Benedetto Della Vedova, di +Europa, contrario all’aliquota unica e al mancato intervento sul catasto «la delega è molto ampia, quasi una delega in bianco. Andiamo verso la flat tax senza sapere con quale aliquota, quali risorse e quale progressività». Via libera, invece, da Iv-Azione, favorevoli alla riforma dell’accertamento e della riscossione, mentre la Lega continua a sollecitare una proroga degli adempimenti per gli autonomi già da quest’anno. |
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