Data: 31/12/2023
Testata Giornalistica: IL CENTRO |
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Sub-affidamenti, sindacati contro Tua
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal: «Non vanno penalizzati servizi e assunzioni» L'AQUILA Sindacati dei trasporti sul piede di guerra. Un documento a firma delle segreterie regionali Filt-Cgil (Aurelio Di Eugenio), Fit-Cisl (Andrea Mascitti), Uiltrasporti (Vincenzo Marcotullio) e Faisa-Cisal (Luciano Lizzi) apre di fatto una vertenza nei confronti dell'azienda sulle scelte legate al sub-affidamento dei servizi e alle assunzioni. L'azienda si riserva di replicare. «Non entro nel merito del contenuto della lettera, che sarà oggetto di analisi approfondita», dice il presidente della Tua, Gabriele De Angelis. «Non ho potuto partecipare all'ultimo incontro coi sindacati per impegni istituzionali. Mi riservo di esaminare le istanze e riconvocarli per fare il punto della situazione e analizzare tutti i punti sollevati. Del resto, finora abbiamo sempre mantenuto buoni rapporti. Il confronto non è mai mancato e nell'ultimo anno e mezzo sono stati trovati sempre punti di accordo».«servizio pubblico svenduto»«Il trasporto pubblico gioca un ruolo fondamentale nella mobilità dei cittadini abruzzesi e la sua operatività è cruciale per garantire un tessuto sociale ed economico sano», scrivono gli esponenti sindacali. «Il 15 dicembre scorso le segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal, fallito il primo incontro in azienda dove hanno trovato un muro di gomma, hanno comunicato formalmente l'apertura delle procedure di raffreddamento che apre a tutti gli effetti una vertenza in merito alle scelte assunte in maniera unilaterale in primis sul tema dei sub affidamenti. Si porta all'attenzione dei cittadini abruzzesi un nuovo capitolato tecnico, dove si evince che dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, con "facoltà di proroga di un ulteriore anno", Tua sub-affida dei servizi di linea a carattere marginale. Segnaliamo che se da un lato la Regione incentiva il ripopolamento delle aree interne, dall'altro proprio l'azienda regionale dei trasporti, l'unica con un contratto di affidamento in house providing, che le garantisce una solida possibilità di crescita e programmazione per 10 anni, svende il trasporto pubblico al miglior offerente togliendo posti di lavoro alle aree interne abruzzesi in favore di piccole partite Iva che vengono da fuori regione, costrette a utilizzare anche pensionati per abbassare il costo del lavoro pur di rientrare nei bandi di gara, un gap creato proprio da Tua, che continua a disagiare zone già impoverite dall'orografia del territorio. Nella mobilità che deve tendere all'intermodalità è l'offerta stessa che genera domanda e negare alla collettività abruzzese un trasporto pubblico degno di nota, legato ancora a vecchie logiche di trasporto esclusivamente scolastico, significa impedirne lo sviluppo e la crescita. L'azienda dei trasporti abruzzese Tua ha assunto una linea, in contrasto con la sostenibilità e il green che dice di perseguire nei suoi momenti pubblici: continua a percorrere oltre 1 milione di km a vuoto, prodotti dalle sedi soppresse o accorpate, con mezzi anche di 20 anni che congestionano il traffico e inquinano inutilmente (oltre a depauperare strade e parco mezzi)». «ecco cosa non va»«Vi sono», proseguono i sindacati, «una pletora di provvedimenti discussi con le organizzazioni sindacali e mai attuati o passati direttamente nell'ultimo cassetto della scrivania dell'amministrazione della società: assunzione di personale viaggiante, assunzione di meccanici e di personale addetto alla vestizione turni, adeguamento del personale da part-time a full-time, istituzione di un Fondo sinistri che avrebbe risolto definitivamente il risarcimento di eventuali danni ai mezzi da parte dei conducenti, altre mancanze riportate nel verbale del 15 dicembre. Tutto ciò ha determinato la chiusura della prima fase di raffreddamento con esito negativo. Le mancanze sono troppe. I cittadini abruzzesi», concludono, «non possono rinunciare a un trasporto pubblico locale adeguato alle moderne esigenze di mobilità e, per tali motivi, siamo costretti a passare alla seconda fase delle procedure di raffreddamento». |
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