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Data: 15/07/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA
    CORRIERE DELLA SERA

Salario minimo, stop del governo L’opposizione: schiaffo ai lavoratori Un emendamento del centrodestra per sopprimere la proposta di legge di Pd e M5S

Roma Un emendamento per bocciare sul nascere la proposta di legge unitaria delle opposizioni sul salario minimo. L’ha depositato la maggioranza ieri, a pochi minuti dalla scadenza dei termini, in commissione Lavoro alla Camera. «Non si può fare di un tema così importante un totem di propaganda», la spiegazione. I firmatari della proposta di legge tuonano: «Vergogna, centrodestra arrogante, dà uno schiaffo a tre milioni e mezzo di lavoratori poveri» sono le parole di Elly Schlein e Giuseppe Conte.

La proposta sottoscritta da M5S, Pd, Verdi e Sinistra, Azione e +Europa, fissa il riconoscimento orario minimo a 9 euro lordi all’ora. Il testo base era stato approvato con l’astensione della maggioranza, mercoledì. Ieri è spuntato l’emendamento soppressivo di tutto l’articolato. «Siamo stati costretti a presentarlo — riferiscono fonti della coalizione di governo — perché le opposizioni non hanno accolto la nostra proposta di una discussione a 360 gradi sulla contrattazione, il welfare aziendale e il lavoro povero da avviare a settembre, preferendo fare invece propaganda». E poi «il governo preferisce continuare sul fronte lavoro», con iniziative come il «taglio del cuneo fiscale». Insomma «risposte adeguate, non strumentali» perché «il tema degli stipendi è nella nostra agenda politica», la rassicurazione dopo lo stop.

La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone argomenta l’obiezione: «Non credo al salario minimo per legge perché credo alla buona contrattazione collettiva e nel valore delle parti sociali, nel valore, soprattutto, della qualità delle relazioni industriali». Il vicepremier leghista Matteo Salvini, che nel merito concorda sull’affidare la questione a «imprenditori e sindacati», sceglie il registro del sarcasmo contro Schlein: «Una signorina che paga un personal shopper e parla di salario minimo fa ridere».

I renziani, che non hanno firmato la proposta di legge con le altre forze di opposizione, si attestano su una posizione vicina a quella del governo. Italia viva ha presentato un emendamento con cui propone che il salario minimo venga fissato non dalla legge ma da una commissione di esperti. Matteo Renzi sposta lo sguardo «sugli stipendi del ceto medio».

Al salario minimo non intendono rinunciare senza combattere i leader dei due partiti maggiori della minoranza, che usano quasi le stesse parole. Per la dem Schlein «la maggioranza vuole cancellare con un tratto di penna la proposta delle opposizioni senza offrire neanche la possibilità di un confronto e così non umilia noi ma i 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici poveri». Per Conte, primo firmatario della proposta bandiera del Movimento, «il governo confeziona in fretta e furia un emendamento che darebbe a milioni di cittadini il diritto a una paga dignitosa, mentre nulla fa contro il vergognoso ripristino dei vitalizi dei parlamentari». Di «no ideologico a una proposta di buonsenso» parla anche Mara Carfagna di Azione. La posizione della maggioranza è «indecente», per Nicola Fratoianni (Avs) e «affossa la democrazia parlamentare» per Riccardo Magi di +Europa.

La battaglia proseguirà in commissione, con il voto sugli emendamenti, quindi in Aula. Il destino della proposta di legge, però, pare segnato.


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