Data: 02/08/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA |
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Reddito, il caos della formazione L’allarme di Regioni e Comuni. Il governo: 159 mila famiglie si rivolgano ai centri per l’impiego, 88 mila fragili ai servizi sociali
«Vi è bastato un sms per levarci tutto», «Una mancanza di rispetto verso i beneficiari», « Noi lasciati soli». Non si placano le polemiche sullo stop al Reddito di cittadinanza. Dopo che l’Inps nei giorni scorsi ha comunicato la sospensione dell’assegno via sms a 169 mila famiglie, si sono moltiplicate le proteste e i sit-in, da Roma a Napoli, davanti alle sedi dell’Istituto. In strada centinaia di persone, insieme ai sindacati, hanno chiesto un intervento immediato per tutelare i più fragili. Vincenzo De Luca, governatore della Campania, tra le prime regioni per numero di percettori, ha parlato di un «trauma sociale che avremmo dovuto evitare». A far sentire la propria voce in queste ore sono anche i rappresentanti dei servizi sociali e dei Comuni, sotto pressione per l’aumento delle richieste da parte degli ex-beneficiari. Famiglie che chiedono ora la presa in carico, unica strada per riattivare l’assegno. Secondo i dati del ministero del Lavoro, guidato da Marina Calderone che giovedì riferirà in Parlamento, sarebbero già 88 mila le famiglie fragili avviate alla valutazione dei servizi sociali. Il dicastero spiega che potranno invece «rivolgersi ai centri per l’impiego i 159 mila nuclei con componenti in età da lavoro fra i 18 e i 59 anni». Per gestire le domande Comuni e Regioni hanno intanto iniziato a fare i conti: a Roma saranno oltre 10 mila gli orfani del reddito, in Sicilia 37 mila, 14.700 in Abruzzo, 12 mila in Puglia mentre a Milano gli esclusi saranno almeno 3 mila. L’Ordine degli assistenti sociali parla di un aumento di oltre il 50% delle richieste e chiede una proroga del termine del 31 ottobre per la comunicazione della presa in carico. Il governo: da settembre operativa la piattaforma dei corsi a cui iscriversi La stretta sul reddito, che vale un risparmio di 3 miliardi su 8 spesi, è stata decisa nel decreto Lavoro di maggio. Il sussidio scade a fine 2023 ma sarà sostituito nel 2024 dall’Assegno di inclusione per le famiglie in cui ci sono disabili, minori o over 60. Per gli «occupabili» invece il reddito è già sospeso: dal 1° settembre si potrà richiedere solo il Sostegno alla formazione e lavoro (Sfl): 350 euro per un massimo di 12 mesi se si attiva un percorso di formazione. Per gestire la fase transitoria il ministero del Lavoro ha creato un portale con le Faq per rispondere ai dubbi dei cittadini. Molti però i nodi da sciogliere anche a livello tecnico. Si attende, dopo un passaggio in Conferenza Stato-Regioni, il decreto con i criteri per i corsi di formazione. Nell’incontro di ieri tra ministero e Regioni è stata poi assicurata l’operatività dal 1° settembre della piattaforma a cui si iscriveranno gli «occupabili». Si chiamerà Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl). I governatori però suggeriscono di pensare già ora a una «modalità transitoria» nel caso di «non funzionalità» del portale. |
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