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Data: 30/07/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA
    CORRIERE DELLA SERA

Reddito di cittadinanza, ora il governo teme tensioni sociali e che la protesta si allarghi desc img di Mario Sensini Già da domani il rischio di manifestazioni a Napoli. E la maggioranza contrattacca

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Il timore del governo, adesso, è che le proteste di Napoli possano allargarsi, contagiare altre zone del Paese. A ben poco è servito, se non forse a peggiorare la situazione, il «messaggio riparatore» dell’Inps: dopo aver comunicato due giorni fa con un freddissimo messaggino telefonico la revoca del reddito di cittadinanza a quasi 170 mila persone, infatti, ieri l’Istituto — per voce del direttore dell’area di Napoli, Roberto Bafundi — ha tenuto a precisare che «nessuno sarà lasciato indietro». Ma le polemiche esplose venerdì sono comunque divampate. Creando una forte preoccupazione a Palazzo Chigi.

Le polemiche dei sindaci, dell’opposizione e dei sindacati fino all’inizio sono state date per scontate, e quasi declassate a rumore di fondo. Ma ieri, dopo le durissime reazioni dei cittadini colpiti dalla cancellazione del reddito, soprattutto al Sud, fanno molto più paura. I segnali che arrivano al ministero dell’Interno non fanno presagire niente di buono. Il rischio che il disagio sociale si trasformi in manifestazioni e cortei fa presto a diventare una delle priorità da affrontare.

I fronti scoperti, sui quali le opposizioni attaccano, sono tanti. C’è lo stop «brutale» al reddito di cittadinanza — per citare la segretaria del Partito democratico Elly Schlein — e la fermissima opposizione all’introduzione del salario minimo, sul quale pure l’opposizione ha ritrovato l’unità dopo mesi di scontri tra gli stessi partiti di minoranza.

In più, ecco le critiche che si susseguono sul fisco, sulle modifiche apportate alla delega per la riforma delle imposte in Parlamento, sulle concessioni fatte sul fronte dell’evasione fiscale, che è pure uscita silenziosamente dagli obiettivi del Pnrr, sui possibili nuovi condoni e sanatorie invocate da Matteo Salvini. Dossier che in alcuni casi vedono anche la maggioranza divisa. E per la lettura che ne è stata data al governo nelle ultimissime ore, tutti questi «nodi» — uniti all’inflazione che erode le buste paga dei lavoratori — rischiano di diventare un cocktail esplosivo. Si temono reazioni sociali, manifestazioni e tensioni nelle piazze, a cominciare da domani a Napoli, la città più colpite dalla scure calata sui percettori del reddito di cittadinanza.

Per questo la maggioranza ha scelto di passare al contrattacco. Di provare a indicare un responsabile almeno per la voce considerata più a rischio, quella del reddito di cittadinanza. L’obiettivo insomma, neanche troppo celato, è quello di scaricare le responsabilità sui governi precedenti, e in particolar modo sul Movimento Cinque Stelle che del reddito di cittadinanza ha fatto la sua battaglia principale. Ed è così che Tommaso Foti, capogruppo FdI alla Camera, uno che non si sottrae mai quando c’è da colpire duro, ha tirato fuori la commissione di inchiesta. Non sul reddito di cittadinanza in sé, sul quale la maggioranza ha già detto tutto il male possibile, ma sulla sua gestione da parte del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, insediato da Giuseppe Conte. L’accusa è quella di non aver eseguito i controlli necessari sui requisiti che dovevano avere i cittadini per accedere al sostegno, determinando sprechi e truffe miliardarie. E cavalcare così l’ondata di sdegno collettivo che ne è seguita.


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