L'AQUILA La Roma-Pescara è confermata, l'opera si farà, ma riceverà finanziamenti alternativi ai fondi Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È quanto assicurano il presidente della Regione, Marco Marsilio, e fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), dopo l'annuncio dell'uscita del progetto da quelli finanziati con le risorse del piano. Per i lotti 1 e 2, messi a gara, il governatore sottolinea che «l'appalto andrà avanti regolarmente» e spiega che «non è colpa dell'attuale governo se un'opera da appaltare a febbraio 2023, con il processo autorizzativo finito un anno fa, ha invece avuto tempistiche diverse», «sappiamo - ha detto Marsilio - che non è facile realizzare le opere».
Ulteriori rassicurazioni arrivano poi dal viceministro ai Trasporti, Galeazzo Bignami, che proprio nei giorni scorsi ha partecipato al vertice sulla Roma-Pescara che si è svolto ad Avezzano. «Non c'è alcuna rinuncia del governo al progetto di velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara. Non è una sorpresa la notizia che i primi due lotti non troveranno copertura con i fondi Pnrr; lo si sapeva da tempo che quest'opera aveva accumulato ritardi nella procedura autorizzatoria non sicuramente imputabili a questo governo. Per questo Rfi non poteva garantire al governo il completamento entro il 2026. Le fonti di finanziamento saranno altre perché l'opera ferroviaria continua ad essere tra le priorità».
Sebbene il Mit abbia rassicurato sulle risorse, spiegando che «per i cittadini che attendono l'opera non ci saranno cambiamenti» e che «la scelta di rimodulare i finanziamenti è figlia della situazione ereditata dall'attuale governo, in carica da circa nove mesi», cresce la preoccupazione tra le opposizioni, che puntano il dito contro il governo. «Oggi, infatti, si verifica quanto da tempo stiamo denunciando, ovvero che non c'è nessun tecnicismo dietro lo scippo dei fondi del Pnrr per la velocizzazione, ma una inaccettabile scelta politica attuata dal Governo Meloni», è l'attacco della senatrice del M5S Gabriella Di Girolamo e del consigliere regionale pentastellato Giorgio Fedele.
CURIOSITÀ - «Sono curioso di sapere con quali parole il risponditore automatico di Marsilio, Verrecchia, proverà a difendere l'indifendibile anche davanti a scelte oggettivamente dannose per il territorio», aggiunge Fedele. Non si è fatta attendere la risposta di Massimo Verrecchia, capogruppo di Fd'I in Consiglio regionale: «Il ministro Matteo Salvini conferma, oggi, la certezza della realizzazione del progetto di velocizzazione della tratta Pescara-Roma, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, mettendo definitivamente la parola fine ai tentativi di tutti i detrattori del centrosinistra di mistificare la realtà dei fatti», spiega Verrecchia. Michele Fina, senatore del Pd, aggiunge che «a differenza delle grandi parate e della propaganda, delle rassicurazioni e dei proclami, i fatti hanno la caratteristica di essere incontrovertibili a oggi il fatto è che i finanziamenti per la Roma-Pescara sono fuori dal Pnrr». La notizia arriva nel giorno del sopralluogo operativo a San Giovanni Teatino, all'altezza del passaggio a livello ferroviario, in Corso Italia da parte del governatore. Presenti tra gli altri, i tecnici di Rfi e Italfer, incaricati a redigere la progettazione del raddoppio della linea, il sindaco Giorgio Di Clemente e il consigliere regionale Mauro Febbo.
LOCATION - Marsilio ha illustrato il progetto di interramento del tracciato ferroviario, circa 540 metri, nel centro di Sambuceto, da via Pertini al termine di corso Italia: senza questa modifica, il progetto di raddoppio della linea ferroviaria rischiava di dividere San Giovanni Teatino con innalzamento di barriere antirumore di quasi 6 metri. Tra le ipotesi c'è al vaglio anche la possibilità di spostare la fermata che, secondo l'attuale progetto, è prevista in corrispondenza dell'entrata dell'aeroporto. Il progetto definitivo sarà illustrato a ottobre nel corso del dibattito pubblico. Durante il sopralluogo il governatore ha confermato la concretezza della prospettiva di interrare almeno mezzo chilometro del tratto principale della ferrovia.