Giorgia Meloni rivendica l’intervento sugli extraprofitti delle banche, parlando di “tassa su un margine ingiusto”, chiude a qualsiasi intervento per ripristinare il reddito di cittadinanza. E parla di come intende affrontare la questione salario minimo con le opposizioni. Proprio su quest’ultimo punto, ribadisce di essere contraria a una paga fissa per legge, ma al tempo stesso si augura di poter trovare un punto di condivisione con le altre forze politiche. La presidente del Consiglio, che di nuovo ha deciso di non presentarsi in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti sull’ultimo decreto, si è espressa in uno degli ormai tradizionali video online “Gli appunti di Giorgia”. Video che ha registrato nelle ore successive al Consiglio dei ministri e due giorni prima di vedere le opposizioni a Palazzo Chigi. Un messaggio per rivendicare la compattezza dell’esecutivo sulla tassa per gli extraprofitti e quindi respingere le accuse di spaccature con il ministro Giorgetti e la Lega, ma anche un modo per frenare nei confronti delle opposizioni in vista del faccia a faccia dell’11 agosto. Se il primo punto sembra infatti archiviato (per ora), sul salario minimo la questione rimane aperta: Meloni sostiene che fissare il salario per legge peggiora le paghe, appoggiandosi su una tesi già smentita dall’esempio tedesco, e se non intende rivedere il punto di partenza sarà difficile che ci sia un dialogo costruttivo con le opposizioni. Che infatti già protestano e minacciano di non andare.
La tesi di Meloni è però smentita da quanto avviene in Germania. Lì il “Mindestlohn” esiste da 8 anni ed è stato alzato a 12 euro l’ora: i sindacati di settore trattano condizioni migliorative che possono essere estese a tutto il comparto, mentre il salario minimo è il paracadute per quei rapporti di lavoro che sfuggono ai contratti collettivi.
Reddito di cittadinanza – Infine, la presidente del Consiglio ha affrontato anche la questione dell’interruzione del Reddito di cittadinanza. E ha ribadito che, nonostante il caos delle ultime settimane, l’esecutivo non intende fare passi indietro. “Il governo non intende tornare sui suoi passi sul Reddito di cittadinanza”, perché vuole passare dal “Reddito di cittadinanza al Reddito di occupazione, cioè che si ottiene grazie al lavoro”, ha aggiunto, sottolineando che le stime di chi avrebbe perso il reddito erano di “300mila” persone e invece lo hanno perso in “112mila”. “Ragionevolmente”, ha detto, “significa che hanno già cominciato a lavorare perché sapevano che ad un certo punto non avrebbero più potuto contare sul reddito e si sono rimboccate le maniche e hanno cominciato a cercare un lavoro che hanno trovato”.
Vertice sul salario minimo, Meloni già frena. Le opposizioni protestano, Conte: “Diffonde fake news”. Pd: “Cerca l’incidente?”
L’incontro con le opposizioni sulla proposta di salario minimo è fissato, ma Giorgia Meloni al momento non ha cambiato idea. La premier rimane contraria a fissare la paga oraria per legge e lo ha ribadito nel video registrato per commentare le ultime misure del governo (dopo aver disertato ancora una volta la conferenza stampa). Lo ha ribadito dicendo che “rischia di peggiorare i salari”, una tesi già smentita dall’esempio tedesco. Fatta questa premessa, si è augurata un “punto di condivisione” con le opposizioni. Che però ora protestano perché non vedono alcuna possibilità di apertura, proprio perché le forze divergono sul punto di partenza. La prima a protestare è stata +Europa, poi il M5s e pure Alleanza Verdi e sinistra. L’incontro è in programma per l’11 agosto, ma i leader dell’area progressista si sono confrontati in un vertice online nelle scorse ore: resta da capire come si presenteranno al tavolo e quali richieste potranno avanzare vista la chiusura da parte del governo. Per Giuseppe Conte, “l’incontro si preannuncia in salita”. Mentre Carlo Calenda chiede di “tenere i toni bassi”, la segretaria dem Elly Schlein per ora non si è espressa. Solo in serata sono uscite fonti del Nazareno: “Qual è la strategia di Meloni? Prima convoca l’incontro” sul salario minimo “e poi cerca l’incidente per farlo saltare?“
M5s: “Non partiamo affatto bene” – Per i 5 stelle ha parlato il presidente Giuseppe Conte che non ha nascosto nervosismo per le dichiarazioni della premier. Meloni “ribadisce di essere contraria al salario minimo legale, utilizzando argomentazioni infondate e risibili per giustificare questa sua pervicacia”, ha scritto su Facebook. “Su tutte, quella in base a cui con il salario minimo si abbasserebbero gli stipendi. Una fake news in piena regola, che dimostra come Meloni non abbia letto neppure una riga della nostra proposta”. E ancora: “Si comprende come l’incontro di venerdì a Chigi si preannunci in salita. Il governo non sembra volersi smuovere dai suoi pregiudizi. Vorrà dire che proverò a spiegare come stanno le cose con dei grafici”, conclude. La proposta dei 5 stelle, spiega Conte su Facebook, “è chiara: se un contratto collettivo prevede una retribuzione per un lavoratore di 5 euro l’ora, con la nostra proposta quella retribuzione sale a 9. Se prevede 11 euro l’ora, rimane a 11. Non scende certo a 9”. Poco prima aveva parlato anche il vicepresidente M5s Michele Gubitosa. Che ha liquidato l’intervento della premier, parlando di fake news e criticando l’approccio della presidente del Consiglio. “La Presidente Meloni tra una retromarcia e uno slogan vuoto, ha infilato anche qualche grave fake news”, ha scritto su Facebook. “La verità è che, pressata e spaventata dai sondaggi, ha dovuto fare marcia indietro sul salario minimo e, dopo mesi di rifiuti incondizionati, ha invitato le opposizioni a Palazzo Chigi. Alla vigilia del confronto, però, non può certo permettersi di dare ragione al Movimento 5 stelle e dunque ripesca una vecchia bufala per attaccare la nostra proposta. Se questo è lo spirito del confronto, non partiamo affatto bene. Forse la premier dovrebbe iniziare rileggendosi la nostra proposta di legge e schiarendosi le idee”.
Alleanza Verdi Sinistra: “E’ una provocazione”. +Europa minaccia di non andare – Proteste anche da Alleanza Verdi Sinistra. “Il video di Giorgia Meloni sembra una provocazione”, hanno scritto in una nota Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. “Continuare a sostenere che il salario minimo porterà verso il basso anche gli altri contratti di lavoro significa dire il falso o dimostra che anche la presidente del Consiglio, come molti prima di lei, non ha letto la nostra proposta che invece sostiene e rafforza la contrattazione collettiva. Se la presidente Meloni ha convocato in pompa magna le opposizioni per ribadire il suo no alla legge sul salario minimo allora la domanda sorge spontanea. Cosa ci ha convocato a fare?”. Per Riccardo Magi, segretario di Più Europa, diventa complesso anche presentarsi venerdì: “Mi chiedo che senso abbia l’incontro di venerdì con le opposizioni a Palazzo Chigi. Se c’è la volontà di aprire alla nostra proposta bene, altrimenti non regaleremo a questo governo una passerella per poter dire ‘guarda quanto siamo bravì. Se c’è una reale volontà di dialogo, ben venga l’incontro di venerdì. Altrimenti se dovesse esserci solo un muro contro muro, meglio rivedersi in Parlamento e vedere chi vuole il salario minimo e chi no”.
Chi chiede di tenere i toni bassi, almeno fino all’11 agosto, è Calenda. “Sarebbe utile tenere i toni bassi prima dell’incontro sul salario minimo. Capisco che sedersi intorno a un tavolo insieme, senza pregiudizi e preconcetti è per tutti difficile”, ha scritto il leader di Azione su Twitter. “Capisco che la tentazione di restare chiusi nelle rispettive trincee è rassicurante. Comprendo che ‘l’area di conforto’ della politica è lo scontro e non l’incontro. Ma cercare un accordo è un atto di responsabilità nei confronti del paese e di 3,5 milioni di lavoratori poveri. Proviamoci con buona volontà”.