Data: 21/02/2025
Testata Giornalistica: IL CENTRO |
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Lite tra i sindacati e l'azienda, trasporti Tua verso lo sciopero
PESCARA È strappo tra Tua e le parti sociali e l'Abruzzo si ferma. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal hanno proclamato ieri uno sciopero a seguito della rottura delle trattative con la società unica regionale dei trasporti, dopo aver esaurito «anche il secondo tentativo di conciliazione in prefettura lo scorso 12 febbraio». La data dello sciopero sarà ufficializzata a breve, nel corso di un presidio di lavoratori e rappresentanti delle sigle sindacali davanti alla sede del consiglio regionale in Piazza Unione a Pescara.LE PREMESSE. La vertenza con la Tua era stata aperta il 16 dicembre scorso ed era stata imperniata su 14 punti che, tuttavia, avevano portato ad una discussione con esito negativo nell'incontro del 23 dicembre. «L'aver dovuto sollecitare la verbalizzazione prevista della legge sullo sciopero, che è pervenuta con un mese di ritardo - fanno notare le segreterie sindacali - rende da sè il senso della considerazione riposta nei confronti delle maestranze». E l'ultimo incontro di febbraio non ha per nulla rasserenato gli animi, anzi, i sindacati hanno registrato «la chiusura aziendale a risolvere la controversia». Resta quindi solo la protesta. «Proclamiamo una prima azione di sciopero dei lavoratori - annunciano Filt, Fit, Uil Trasporti e Faisa Cisal - in concomitanza con la sospensione dei servizi. Ricordiamo che Tua gode dell'affidamento in-house providing dei servizi ed è pertanto soggetta al controllo analogo della Regione».LE RIVENDICAZIONI. Tra i numerosi punti nodali della vertenza c'è la gestione dell'esercizio da parte dei lavoratori che patiscono il disagio di «continue rimodulazioni dei turni di guida in funzione dell'ossessionata ricerca della saturazione dell'orario lavorativo del personale viaggiante e che stanno rendendo sempre più difficile la conciliazione vita lavoro. Ad oggi ci sono stravolgimenti di turni di servizio in 3 unità di produzione rigettati in quanto invivibili». E c'è anche la questione degli 11 licenziamenti volontari del 2024, «complice la distorsione di contratti ed accordi che appesantiscono sempre più le condizioni di lavoro del personale viaggiante - specificano i sindacati - con una particolare attenzione proprio su Pescara». La rotazione unica nella città metropolitana graverebbe infatti su 26 operatori professionalizzati che tuttavia non vedono riconoscersi «le spettanze ed i limiti organizzativi con effetti pregiudizievoli su tutti i circa 300 operatori del pescarese».LE CONDIZIONI DI LAVORO. I sindacati non vedono di buon occhio anche l'affidamento da parte di Tua, di servizi di trasporto pubblico locale ad aziende private a costi inferiori e che, stando alle segnalazioni raccolte, si tramuterebbero in disservizi tali da poi dover richiedere l'utilizzo di mezzi e personale Tua. Le organizzazioni sindacali ribadiscono che si tratta di «un'azione di vero e proprio lucro» e non «di razionalizzazione e recupero di risorse», aspetto su cui le sigle si riservano di chiedere alla Regione di «fare le dovute verifiche». Criticità vengono riscontrate anche per le fermate: ad oggi, contestano i sindacati, le paline sono sempre meno, né sono state ripristinate, come richiesto più volte e in sede di vertenza, quelle erose dal tempo. Manca inoltre anche il controllo costante sulla vendita e distribuzione dei biglietti, cosa che «causa perdite economiche significative nonostante la disponibilità del personale alla vendita a bordo e alla verifica sancita da accordi sindacali mai onorati. Zero riscontri anche sulle linee subaffidate». Anche sul fronte dell'inquadramento professionale vi sono lavoratori nelle diverse aree professionali che da anni assolverebbero a mansioni superiori rispetto alla classificazione attribuita nell'organigramma aziendale. E la presenza di diverse vertenze aperte potrebbe sfociare in «percorsi giuridici che esporrebbero la società a contenziosi importanti». Ancora, c'è carenza di personale, sia per la gestione delle assegnazioni di servizi che sul fronte di autisti e meccanici. L'azienda regionale, secondo quanto contestato, preferirebbe utilizzare agenzie di lavoro interinale, ignorando una graduatoria vigente. Sempre riguardo l'aspetto contrattuale resterebbe una parte importante di dipendenti con oltre 10 anni di servizio sia nelle officine che nelle biglietterie «che è ancora in orario ridotto, cosa che comporta la chiusura di punti vendita durante ore di massima affluenza dei viaggiatori come ad esempio il terminal Pescara di domenica». La Tua avrebbe inoltre una gestione non chiara anche nell'assegnazione di vetture come benefit a dirigenti e quadri, mentre gli autisti devono pagarsi la benzina da soli per raggiungere le sedi di lavoro.«Si riscontrano vetture premium ed utilitarie assegnate in ordine sparso - specificano le segreterie - senza averne traccia nè notizia con evidenti discriminazioni tra gli stessi inquadramenti. Contestualmente al personale addetto alla guida Tua è resistente nel riconoscere il rimborso carburante quando costretto ad usare i propri mezzi per raggiungere sedi di lavoro periferiche scoperte da assenza del conducente assegnato». Un capitolo a parte merita la sicurezza. Se da un lato i sindacati riconoscono l'istituzione, da circa un anno, di una nuova dirigenza che si occupa di emergenze, dall'altro si continua ad assistere «quotidianamente ad aggressioni al personale viaggiante che passano inosservate da parte della società. Non esiste un sistema di rilevazione documentale da parte aziendale di questi eventi - rivendicano i sindacati - visto che è stato disatteso l'impegno all'installazione di telecamere o paratie di sicurezza per i conducenti. Al momento solo i mezzi di nuova acquisizione ne sono dotati».TUA REPLICA BREVEMENTE. Abbiamo naturalmente sentito anche l'azienda che risponde in modo breve e chiaro. «In questa fase - replica il presidente di Tua, Gabriele De Angelis - stiamo cercando di vedere se ci sono ancora spiragli per un'intesa, fatte salve le esigenze aziendali che non possono non tener conto degli equilibri di bilancio, pur volendo mantenere sempre elevati standard di servizio». |
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