Data: 04/10/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA |
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La Cassazione apre al salario minimo L’opposizione esulta
ROMA La Cassazione ha anticipato la politica e ieri, con una sentenza, ha stabilito che il cosiddetto salario minimo possa essere fissato dal giudice in modo che sia proporzionale e sufficiente a garantire gli standard minimi di legge. Cioè, deve garantire la possibilità di «vivere una vita a misura d’uomo». Il pronunciamento riguarda il ricorso di un vigilante di Torino che chiedeva un adeguamento del suo salario troppo basso benché regolato da un contratto nazionale. Lo stipendio, scrive la Cassazione nella sentenza, deve tener conto dell’articolo 36 della Costituzione, secondo il quale il lavoratore ha «il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Nella sua sentenza la Cassazione non richiama solo la Costituzione ma anche la direttiva europea del 2022 che «raccomanda» (ma non impone) l’introduzione di un salario minimo. «Si parla notoriamente di “lavoro povero”, ovvero di “povertà nonostante il lavoro” — ecco un passaggio della sentenza — principalmente dovuto alla concorrenza salariale al ribasso innescata in particolare dalla molteplicità dei contratti all’interno della stessa contrattazione collettiva; la quale, pur necessaria, quale espressione della libertà sindacale e per la tutela dei diritti collettivi dei lavoratori, può entrare in tensione con il principio dell’art. 36 della Costituzione». In parole povere, secondo i giudici della Cassazione, un contratto nazionale di lavoro non è più «vangelo» se ad esso corrisponde una busta paga troppo misera e il lavoratore che fa causa all’azienda ha diritto a vedersi riconosciuto un trattamento più adeguato. Secondo la ministra del Lavoro Marina Calderone «il salario minimo per legge dimentica la contrattazione che ha dato luogo a una stagione importante di rinnovi». Bisogna però anche «tenere conto dei giudici quando dicono che la contrattazione da sola non basta. Questo è il lavoro che farà il Cnel». Mentre le opposizioni plaudono alla Cassazione. «È una sentenza storica», dichiara Elly Schlein. Entusiasti i 5 Stelle e soddisfatto Carlo Calenda: «La Cassazione è arrivata dove invece fino a ora il governo ha temporeggiato». |
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