Data: 01/03/2024
Testata Giornalistica: IL CENTRO |
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Filovia, il Comune ora ammette: troveremo migliorie per i pedoni
L'assessore Albore Mascia risponde al M5S: «Con la Tua, stiamo studiando soluzioni per la sicurezza» PESCARA «Il settore Lavori pubblici, congiuntamente con la Tua spa, sta provvedendo a trovare soluzioni migliorative per la sicurezza dei pedoni lungo il percorso filoviario tra Pescara e Montesilvano». Con queste testuali parole dette ieri in consiglio comunale, l'assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia (Forza Italia) rivela che sulla strada parco c'è ancora da fare anche se il primo finanziamento della filovia risale al 1992, ai tempi delle picconate alla Prima repubblica. Mentre sono in corso le prove per il filobus da 18 metri con una capienza di 134 passeggeri, non è ancora chiaro come sarà garantito l'accesso alle case lungo la strada parco con il mezzo in transito. La risposta di Albore Mascia all'interrogazione dei tre consiglieri del M5S Massimo Di Renzo, Paolo Sola ed Erika Alessandrini riaccende la polemica sull'opera da 30 milioni di euro non ancora finita: «Denunciamo ancora che questo progetto ha gravissime lacune difficilmente sanabili, ci pare un accanimento terapeutico portare avanti un progetto così», afferma Di Renzo. Per Albore Mascia, che in aula legge due fogli firmati dal dirigente comunale Giuliano Rossi, il Comune segue le indicazioni del ministero dei Trasporti e della Tua. «Ma se si segue quello che c'è scritto sul nulla osta del ministero dei Trasporti», ribatte Di Renzo, «al passaggio dei mezzi i residenti resteranno chiusi in casa». Nella zona intorno al civico 117, dice il consigliere, «il marciapiedi, che è già al di sotto dei limiti di legge e che per il ministero non è possibile allargare, non potrà essere utilizzato. Anzi, è previsto che il passaggio pedonale avvenga sull'altro lato della carreggiata. Quindi, quel tratto sarebbe isolato e non riusciamo a capire come quelle persone potrebbero entrare e uscire di casa. Per un disabile, poi, sarebbe impossibile».Uno scambio che innesca reazioni: quella di Albore Mascia è «una risposta pilatesca», secondo Ivano Angiolelli, presidente del comitato Strada parco Bene comune, «come se il Comune di Pescara, proprietario della strada nonché parte gravemente lesa dal procedimento trentennale incompiuto, fosse del tutto estraneo e indifferente alla verifica delle condizioni abitative dei cittadini residenti sul tracciato riservato al filobus, in alcuni casi privati finanche del diritto di accesso/uscita dalla propria abitazione e della libera circolazione sul marciapiede antistante largo poco più di 70 centimetri». Per Angiolelli, la filovia resta «un sistema precario privo di alcuna utilità marginale per il trasporto rapido di massa in sede propria. Destinato a peggiorare la qualità della vita dei pescaresi e a gravare, con i costi insostenibili di esercizio stimati dalla stazione appaltante, sul malmesso bilancio comunale».Il M5S aveva presentato anche un'altra interrogazione sul rischio elettrosmog con l'accensione della filovia «a pochi metri dalle abitazioni», ma a causa delle assenze del sindaco Carlo Masci e dell'assessore all'Ambiente Isabella Del Trecco se ne parlerà la prossima seduta, questa la promessa del presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli della Lega. «Diversi cittadini raccontano di problemi agli impianti elettrici di citofoni e cancelli elettrici verificatisi quando, anni fa, è stata fatta un'analoga accensione di prova. Gli impianti in questione», recita l'interrogazione del M5S, «sono alimentati da correnti alternate pari a circa 20mila volt e generano campi elettromagnetici potenzialmente pericolosi per i cittadini che ne vengono a contatto». E il M5S aveva chiesto al sindaco «se non ritenga di richiedere all'Arta la realizzazione di una campagna di misurazione dei livelli di inquinamento elettromagnetico ai quali verranno esposti i cittadini che vivono nei pressi dell'elettrostazione e dei cavi di elettrificazione presenti sulla strada parco». |
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