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Data: 08/10/2023
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

Elly defilata, Conte assente: gli imbarazzi della sinistra per la piazza Cgil anti-Nato Nel corteo verso San Giovanni, slogan pacifisti e contro il conflitto in Ucraina

ROMA L'armamentario di simboli e di retorica è quello di sempre. Bandiera rossa, Fischia il vento e 99 posse. E poi falci e martello, slogan movimentisti («sciopero generale!», invoca la folla sotto il palco) e appelli contro «tutte le guerre». Ma anche anti-Nato, almeno a sentire le voci che si levano dal corteo che da piazza dei Partigiani, zona Ostiense, arriva sotto al palco di San Giovanni. «Fuori la Nato dall'Italia!», gridano alla testa del corteo, mentre poco più in là sfila uno striscione dell'Anpi: «No alla guerra, no alle armi, disarmo totale Italia neutrale». E anche il presidente dell'Associazione partigiani Giuseppe Pagliarulo, che prende la parola prima di Maurizio Landini, intona il refrain: «Basta con l'escalation dell'invio di armi: la combinazione armi più sanzioni doveva mettere in ginocchio la Russia, invece ha danneggiato l'Europa».
Quel che invece sembra mancare rispetto al passato, nella grande piazza "rossa" convocata dalla Cgil a Roma ("La via maestra", lo slogan della manifestazione), è la presenza dei leader della sinistra. Già perché in mezzo alle migliaia di partecipanti al corteo (gli organizzatori ne contano ben 200mila, la questura si ferma poco sopra un decimo: 35mila), di figure di spicco dei progressisti se ne avvistano col contagocce. I primi a palesarsi con Landini sono gli appartenenti alla (sparuta) delegazione dei Cinquestelle: il deputato barricadero Riccardo Ricciardi e i colleghi Vittoria Baldino e Davide Aiello. E Giuseppe Conte, che all'ultima piazza della Cgil di giugno fu acclamato quasi come la vera star? Niente da fare: l'ex premier pentastellato, stavolta, ha dato forfait. Un ossequio al vecchio adagio di Nannni Moretti (mi si nota più se vengo e sto in disparte o se non vengo?). Macché: «Si trova in Puglia per precedenti impegni», dicono i suoi, «ma il M5S c'è». Anzi, aggiunge lui a sera, «sono contento per il successo della manifestazione». Ma di abbracci e photo opportunity con Elly Schlein no, dopo le polemiche sui migranti («i dem sono per l'accoglienza indiscriminata», aveva rintuzzato il leader grillino), e soprattutto in vista della battaglia per le Europee, non è più il caso.
BELLA CIAO - Già, Elly. «Ma dov'è Elly?», si chiedono un gruppetto di giovani dem riuniti sotto la Piramide di Caio Cestio, in partenza per San Giovanni (con loro ci sono Marco Sarracino, responsabile Sud del Pd, l'ex ministro Andrea Orlando a braccetto col neo-rientrato nelle file dem Sergio Cofferati e, più in là, il duo di Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli). La segretaria, tuttavia, non si fa attendere troppo. Eccola, Schlein, che si unisce alla fiumana dalle parti del Colosseo. E che in men che non si dica intona "Bella ciao". «Grazie alla Cgil e alle altre associazioni che hanno contribuito a questo risultato», dice ai microfoni che la attorniano: «C'è un'Italia che si batte per la sanità pubblica, per i salari, per le politiche industriali che mancano. Noi come Pd ci siamo e continueremo a batterci».
Eppure, complice forse un abbassamento della voce, la segretaria resta defilata. Nessun appello sul salario minimo (lo farà Landini), nessuna polemica contro il governo. Giusto qualche selfie coi sostenitori e un abbraccio con il leader della Cgil, col quale scambia qualche battuta nel retropalco. E dire che la piazza dovrebbe essere il contesto in cui la leader è più a suo agio. Stavolta non pare. Così come è assente (o tale sembra) tutta la minoranza del partito. Forse in imbarazzo nel trovarsi accanto a chi propugna lo stop all'invio di armi a Kiev.
L'APPELLO - Insomma: il proscenio stavolta è tutto per lui. Landini. Che comincia con un appello alla pace. «Non è possibile che l'unico che dall'inizio della guerra ha cercato la via della diplomazia sia stato il Papa. Tutti dobbiamo essere costruttori di pace e difendere l'autodeterminazione dei popoli, compreso quello palestinese». Poi l'appello contro il governo «che manomette la Costituzione». Infine l'arringa: «Siamo la maggioranza, siamo quelli che pagano le tasse, e non ci fermeremo». I manifestanti intonano il coro («Sciopero, sciopero!»), lui li accontenta: «Non escludo nulla», ma «voglio discutere anche gli altri sindacati». Sono le parole che la piazza vuol sentire. «Ora e sempre resistenza!», riprende il coro. Intanto spunta Nichi Vendola: «Io entrare nel Pd? Ma no, sono qui per salutare Elly». Ma lei, dopo un rapido giro di piazza, se n'è già andata.

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