Data: 15/02/2025
Testata Giornalistica: IL CENTRO |
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Così il referendum diventa la rivolta pacifica della Cgil
Lavoro, sicurezza nei cantieri e cittadinanza: il sindacato lancia la sfida PESCARALibertà, democrazia e rivolta pacifica: ruota attorno a questi tre pilastri la campagna referendaria della Cgil, partita ufficialmente anche in Abruzzo e Molise, ieri mattina, in occasione dell'assemblea organizzata nella sala consiliare del Comune di Pescara, all'indomani dell'appuntamento nazionale dei delegati Cgil, che si è svolto a Bologna. Cinque quesiti ritenuti validi dalla Corte Costituzionale e per i quali nel 2024 sono state raccolti 5 milioni di firme. Il sindacato chiede di votare "sì" per frenare le morti bianche, il precariato, i licenziamenti illegittimi e per garantire maggiori tutele ai dipendenti delle piccole imprese. Il quinto punto, voluto dall'Arci e dunque non proposto direttamente dalla Cgil ma incorporato nel referendum, riguarda la cittadinanza italiana con particolare riferimento alla riduzione da 10 a 5 anni di residenza legale in Italia richiesti per poter fare domanda. Poi, ottenuta la cittadinanza italiana, questa sarebbe trasmessa ai figli e alle figlie minorenni. A illustrare i punti nel dettaglio e le relative ricadute in Abruzzo, maglia nera per gli incidenti e le morti sul lavoro, è stato il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri. Assieme a lui c'erano la segretaria nazionale Daniela Barbaresi e Giovanni Timoteo, presidente dell'assemblea regionale. La giornata è cominciata con il ricordo di Luigi Scaccialepre, dirigente sindacale della Camera del Lavoro di Teramo, scomparso di recente.LA CENTRALITà DEL LAVORO. Riconquistare una cultura della libertà fondata sulla solidarietà e non sul profitto è la base da cui partire per afferrare anche il messaggio contenuto nello slogan: "Il voto è la nostra rivolta". «Obiettivo del referendum è cambiare le cose: affermare la necessità che i lavoratori, le lavoratrici e il lavoro stesso ritrovino la loro centralità. Bisogna porre fine alla precarietà, che non garantisce certezza nella vita delle persone e dunque non garantisce libertà». Ad affermarlo è Daniela Barbaresi, che invita i cittadini a votare per il referendum abrogativo, collocato tra il 15 aprile e il 15 giugno. Sarà il Governo a stabilire la data.«La Democrazia si difende, innanzitutto praticandola», aggiunge Barbaresi. «E il referendum ha questa caratteristica: quando si vota sì, si determina un cambiamento. Chiediamo dunque ai cittadini di non perdere questo importante appuntamento elettorale».Un appello lanciato a Bologna anche dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ricorda l'importanza di raggiungere il quorum: 50 per cento più uno. Ranieri, soffermandosi in modo particolare sulle criticità che si riscontrano sul territorio, dice: «L'Abruzzo è una Regione devastata dagli incidenti sul lavoro. In uno dei quesiti si parla proprio di sicurezza. In particolare, estendendo la responsabilità al committente, si eviterebbero molte morti bianche».I CINQUE SÌ. Cinque i quesiti del referendum. La Cgil chiede di votare sì per dire stop ai licenziamenti illegittimi, per avere più tutele per i lavoratori delle piccole imprese, per la riduzione del lavoro precario, per una maggiore sicurezza e per favorire più integrazione con la cittadinanza italiana. In particolare, il primo punto fa riferimento alle imprese con più di 15 dipendenti, dove i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare dopo un licenziamento illegittimo. Si chiede dunque di abrogare questa norma, frenando i licenziamenti privi di giusta causa o giustificato motivo. Nel secondo quesito si chiede di abrogare il limite massimo di sei mensilità di risarcimento per il lavoratore, previsto nelle imprese con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo. Una condizione, spiega il sindacato, che tiene i dipendenti delle piccole imprese (circa 3 milioni e 700 mila euro) in uno stato di forte soggezione rispetto al titolare. La Cgil punta ad aumentare l'indennizzo sulla base della capacità economica dell'azienda, dei carichi famigliari e dell'età del lavoratore. Il terzo punto riguarda il ripristino della causale per il ricorso ai contratti a tempo determinato. Il quarto interrogativo pone l'attenzione sulla sicurezza, visto che arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Viene dunque chiesto di cambiare, così come spiegato da Ranieri, le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria e spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Sì dunque all'abrogazione delle norme ed estensione della responsabilità dell'imprenditore committente. L'ultimo punto è quello relativo alla riduzione dei tempi per fare domanda di cittadinanza italiana.LE ASPETTATIVE DELLA CGIL. «Chiediamo ai cittadini una grande partecipazione democratica», l'appello di Ranieri.«La rivolta cui fa riferimento il segretario generale Landini è pacifica. Rispetto alla deriva sociale che il nostro Paese sta vivendo, solo una risposta forte dei cittadini può essere la soluzione». |
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