TERAMO «Le tariffe del trasporto pubblico sono decise dalla Regione, la variazione di bilancio riguarda altri aspetti». Il sindaco Gianguido D'Alberto e l'assessore alla mobilità Giovanni Cavallari spengono così l'allarme lanciato dal consigliere della Lega Berardo Rabbuffo sul rischio di aumento del costo del biglietto. Il rincaro, secondo il rappresentante dell'opposizione, si desume dalla riduzione progressiva della quota che nei prossimi tre anni il Comune stanzierà a copertura di spese per il servizio eccedenti rispetto al contributo regionale. Le cifre riportate nella variazione di bilancio approvata nell'ultimo consiglio però, a detta di Cavallari, fanno riferimento all'Iva che non era calcolata in precedenza, nonché all'aumento del costo del lavoro e del carburante. «Fino a quest'anno il trasporto pubblico locale è stato in regime di concessione di servizio, con la Regione che erogava un contributo sulla scorta del chilometraggio riconosciuto», spiega l'assessore, «con il passaggio al contratto di servizio le somme stanziate dalla Regione sono legate a un piano economico che prevede obiettivi che il gestore deve raggiungere. Tra questi c'è il recupero di una fascia di utenza persa durante il Covid e quindi avere maggiori entrate». La politica tariffaria dunque non è di competenza del Comune, precisa l'assessore, e gli eventuali aumenti dipenderanno dalla Regione. L'assessore definisce «futili polemiche» le affermazioni allarmistiche di Rabbuffo e lo invita, in quanto esponente del centrodestra, a fare pressione sulla giunta regionale, del suo stesso schieramento politico, «affinché riconosca a Teramo il dovuto chilometraggio» e le conseguenti risorse per il trasporto urbano. «Il Comune in questi cinque anni, a fronte dell'inerzia della Regione», conclude Cavallari, «ha messo in campo ogni azione volta a impedire l'incremento tariffario e a migliorare e potenziare con proprie risorse la quantità e la qualità del servizio». La disponibilità al confronto con il livello regionale su queste problematiche è ribadita anche da D'Alberto. «Invitiamo le forze politiche che oggi sono minoranza in Comune, ma maggioranza in Regione, a intervenire sulla stessa per affrontare finalmente i problemi del trasporto pubblico locale», afferma, «a partire dall'aumento del chilometraggio per Teramo, da noi sempre richiesto, riequilibrando il diritto alla circolazione dei teramani rispetto a quello dei cittadini delle altre città e province abruzzesi».