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Data: 10/08/2023
Testata Giornalistica: CORRIERE DELLA SERA
    CORRIERE DELLA SERA

Alta velocità bloccata, identificato l’autore «Un’azione terroristica» Firenze, è il militante di un centro sociale: ritorsione per lo sgombero

Non ci sono dubbi: l’interruzione della linea Alta Velocità lungo la linea Firenze-Bologna avvenuta martedì sera nella galleria compresa fra Idice e San Pellegrino, zona di confine fra Toscana ed Emilia-Romagna, è un’azione «terroristica». La polizia avrebbe anche già identificato il responsabile dell’incursione: dovrebbe trattarsi di un giovane militante antagonista che faceva parte del centro sociale «Corsica» di Firenze, sgomberato poche ore prima del blitz nella galleria.

Il procuratore aggiunto della Dda fiorentina, Luca Tescaroli, ha aperto un fascicolo di indagine per attentato alla sicurezza dei trasporti, aggravato dalla finalità di terrorismo ed eversione nel quale si ipotizzano anche i reati di furto e danneggiamento.

Ieri mattina gli agenti del Compartimento Polfer Toscana, che avevano ispezionato minuziosamente i 14 metri della galleria, hanno sequestrato la colonnina che si trova in galleria dalla quale è stata fatta la telefonata indirizzata all’ufficio di pronto intervento di Ferrovie a Bologna, che sosteneva ci fosse una bomba. Un allarme che si è rivelato poi falso.

I poliziotti si sono così messi alla ricerca delle impronte digitali sulla colonnina Sos utilizzata per la telefonata che non è stata registrata dagli operatori.

Durante il blitz, gli autori hanno prima messo fuori uso due telecamere di sicurezza, posizionate in entrata e in uscita dalla galleria. Poi hanno danneggiato la porta di un casottino dove vengono custoditi i quadri elettrici dell’Alta velocità.

A metterli in fuga, con ogni probabilità, l’arrivo di un macchinista. È stato lui a segnalarne la presenza lungo la linea ferroviaria.

Il precedente

Per altri sei blitz, avvenuti tra agosto e dicembre 2022, era già stato arrestato

Gli investigatori della Digos fiorentina hanno fin da subito messo in relazione il raid all’Alta Velocità con lo sgombero avvenuto qualche ora prima a Firenze, quando i poliziotti hanno eseguito un sequestro preventivo nei confronti di un’immobile occupato dai militanti di viale Corsica, centro sociale della città.

Proprio per questo sono state richieste le celle telefoniche della zona mentre gli investigatori dell’Antiterrorismo hanno visionato le altre telecamere di sicurezza delle stazioni e quelle che si trovano lungo la linea ferroviaria così da identificare gli autori.

Già in passato c’erano stati degli attacchi alla linea ferroviaria da parte degli antagonisti. Tra questi quelli di un giovane che, almeno fino all’anno scorso, aveva frequentato la vecchia sede di «viale Corsica». Era stato arrestato dalla Digos il 25 gennaio scorso perché ritenuto responsabile di sei blitz avvenuti proprio tra Firenzuola e San Piero a Sieve tra il 28 agosto e il 28 dicembre 2022. All’incirca nella stessa zona dove martedì sera hanno tentato di sabotare la linea, causando pesanti ritardi alla circolazione, anche fino a sei ore.

Il giovane, che ha lavorato come apprendista in una ditta che si occupa di riparazione di elettrodomestici e che in passato ha abitato a Firenzuola, non era presente al momento dello sgombero, ma nell’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico, i magistrati avevano annotato la sua presenza passata tra l’occupazione di «viale Corsica» e quella di Rifredi quando la procura gli contestò anche l’aggravante del terrorismo. Aggravante che il Tribunale del Riesame ha escluso ma che è invece contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio.

E il fatto che sia stato colpito uno degli obiettivi principali degli anarchici, la linea dell’Alta Velocità appunto, è uno degli elementi che ha portato gli inquirenti a ipotizzare l’aggravante della finalità di terrorismo ed eversione.


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