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Data: 26/07/2023
Testata Giornalistica: IL CENTRO
    IL CENTRO

A24-A25, il round va a Sdp Indennizzo da 1,2 miliardi Ma è solo una prima parte della cifra: la società di Toto ne chiede altrettanti al Mit La somma permette comunque all'ex concessionaria di soddisfare tutti i fornitori

PESCARA Il primo round va a Strada dei Parchi. Il decreto interministeriale, a firma congiunta Salvini-Giorgetti, riconosce alla società dell'imprenditore teatino Carlo Toto una prima tranche dell'indennizzo, pari a circa 1,2 miliardi di euro, per la revoca delle concessioni autostradali di A24 e A25 decisa un anno fa dall'ex governo Draghi. «Il provvedimento, per quanto contestabile, dato che non considera le poste figurative (investimenti non rimborsati e blocco tariffe) pari a circa 1,1 miliardi, determina una somma sufficiente per fare fronte al pagamento delle somme che ai sensi della proposta di concordato si prevede siano pagate per cassa ai creditori», è il primo commento che arriva da Sdp che si mostra comunque soddisfatta.La richiesta totale è di 2,3 miliardi. Ma per ora il decreto interministeriale prevede che circa 830 milioni saranno destinati ad azzerare il debito verso l'attuale gestore Anas (anche se «l'importo corretto è 720 milioni», precisano dalla società abruzzese). Mentre la restante parte del risarcimento determinato dal provvedimento, circa 480 milioni, verrà impiegata dalla società per rispettare gli impegni del concordato preventivo presentato ad aprile, e permetterà di saldare al 100% i fornitori e di rientrare completamente dall'esposizione bancaria. Con ciò Sdp potrà uscire in bonis dal concordato, reso necessario dal fatto che il decreto legge espropriativo l'aveva di fatto privata di qualsiasi forma di ricavo.La decisione dei ministeri alle Infrastrutture e all'Economia, depositata al Tribunale di Roma davanti al quale la società del Gruppo Toto aveva fatto ricorso, rappresenta, come si diceva, solo il primo passo verso la soluzione del caso A24-A25 e «il completo ripristino della verità sul corretto operato della società nella gestione delle due autostrade e il pieno adempimento degli obblighi contrattuali», si legge in una nota di Sdp. E non si tratta di un'opinione perché i tribunali dell'Aquila e Teramo hanno pronunciato sentenze di assoluzione nei confronti dei vertici della società, con la formula piena perché il fatto non sussiste, in merito alle inchieste sulle presunte mancate manutenzioni dei viadotti delle due tratte autostradali. «Capi d'accusa risultati infondati e su cui però l'esecutivo Draghi aveva incentrato la revoca della concessione. Resta dunque impregiudicato il diritto per Sdp», continua la nota, «di agire per ottenere il pagamento delle maggiori somme previste nel piano a titolo di indennizzo, per l'ammontare complessivo di 2,3 miliardi, valutazione validata dai commissari che hanno curato la relazione del concordato preventivo. Per questo si esprime soddisfazione nell'apprendere che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con lettera del 24 luglio, ha avviato la verifica con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Presidenza del Consiglio, per una soluzione transattiva e definitiva di una vicenda che ha causato ingiustamente danni materiali e morali di enorme portata. In quella sede», conclude la società del Gruppo Toto, «Strada dei Parchi auspica si arrivi ad adottare soluzioni sostenibili per tutti, ma partendo dalla doverosa e ineludibile rimozione dell'ingiusto provvedimento di revoca in danno della concessione, che tra l'altro attende il giudizio della Corte Costituzionale circa i suoi evidenti profili di incostituzionalità».Al riconoscimento dell'indennizzo di 1,2 miliardi di euro per Strada dei Parchi, come prima parte del risarcimento complessivo, si è giunti dopo un serrato e braccio di ferro tra l'ex concessionaria delle autostrade A24 e A25, e il Consiglio dei Ministri a guida Mario Draghi che il 7 luglio dello scorso anno ha revocato in danno la gestione, in scadenza nel 2030, adducendo il pericolo crollo di ponti e viadotti. A segnare una tregua è stato il ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti a guida Salvini.Anche se la partita non è ancora chiusa perché l'ex concessionaria chiede i restanti 1,1 miliardi di euro, alla luce della stima di 2,3 fatta dai commissari nominati dal Tribunale al quale la società del gruppo Toto (1.100 dipendenti complessivi), si è rivolta dopo essere andata in difficoltà economiche per la revoca della gestione. Tanto che il Mit ha avviato una trattativa per chiudere definitivamente la vicenda, prima che si pronunci la Corte Costituzionale.

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