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Data: 30/03/2024
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO
    IL MESSAGGERO

Sostituzione delle funi servono oltre 3 milioni. Dopo il ricorso del Comune respinto dal Tar bisogna reperire i finanziamenti per la funivia

IL CASO
Dopo il rigetto del Tar al ricorso del Comune per l'annullamento del provvedimento con cui l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) aveva imposto dei limiti alla funivia sino al 30 aprile, compresa la sostituzione delle funi, il Comune con il Centro turistico del Gran Sasso si sta già attivando. «Ci siamo già informati e ci stiamo organizzando - conferma l'amministratore del Ctgs Dino Pignatelli - si dovranno sostituire tutte e quattro le funi, i tempi sono da definire bene, ma non saranno immediati. Questa operazione costerà sui tre milioni e mezzo di euro». Spetterà al Comune trovare le risorse anche se il sindaco Pierluigi Biondi, in una precedente intervista, aveva dichiarato che qualora fossero stati costretti a questa sostituzione non si sarebbero tirati indietro. Il rigetto per l'amministratore era abbastanza prevedibile, ma Pignatelli continua a ribadire che per lui non ci sono rischi e al ricorso era stata allegata una relazione tecnica molto dettagliata.
LE REAZIONI
Il Pd chiede le dimissioni di Pignatelli che però risponde con un secco «no comment». I dem parlano di schiaffo all'amministratore e al sindaco che «prima hanno tentato di rassicurare le cittadine e i cittadini, gli operatori economici del comprensorio e gli appassionati ribadendo, con arroganza, pressapochismo e irresponsabilità che l'esposto presentato da un cittadino non era altro che uno strumentale procurato allarme e, poi, dinanzi alle durissime prescrizioni dell'Ansfisa, hanno con altrettanta arroganza tentato di impugnare il provvedimento che, invece, ha resistito al giudizio del Tribunale amministrativo». Quindi dimissioni Pignatelli e piena assunzione di responsabilità da parte del sindaco, chiedono, ma anche da parte dell'assessore alle partecipate e dei dirigenti comunali. «Si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia sperando irresponsabilmente - scrivono - che la situazione potesse trascinarsi ancora. Eppure c'erano i soldi del Pnrr che si potevano stanziare per ammodernare la funivia, dando respiro al comprensorio montano che, nonostante le promesse, è stato abbandonato. Si è preferito, però, utilizzare le risorse come si fosse al bancomat, per finanziare interventi ordinari così da soddisfare le richieste di quel consigliere o dell'assessore di turno, provando a tenere unita una maggioranza a brandelli. Ora il 30 aprile la funivia chiuderà, bisognerà trovare subito almeno 4 milioni per sostituire le funi e poi far partire lavori che si preannunciano lunghi e complicati. Il rischio è che andranno perse le prossime due stagioni invernali, almeno. La Regione bloccherà i finanziamenti a valere sul Tpl. Ciò significa che il Ctgs è destinato al default, con gravissime ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori, oltre che sugli operatori del Gran Sasso. Un disastro annunciato».

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