Data: 16/07/2023
Testata Giornalistica: IL MESSAGGERO |
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I lavoratori più ricchi a Chieti stipendi magri nel Teramano
Sul lavoro "nero", è intervenuto anche Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo Molise: «Questo fenomeno - ha spiegato - non è mai stato affrontato con efficienza e determinazione: più volte abbiamo sollevato la necessità di aumentare controlli e ispettori, incrementando in questo modo il contrasto al lavoro irregolare» L'AQUILA I lavoratori più "poveri" d'Abruzzo sono quelli del Teramano, i più "ricchi" quelli della provincia di Chieti. È il dato che emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della Cgia su elaborazione dei dati dell'Inps. Nel complesso l'Abruzzo è al 12esimo posto in Italia nella classifica della produttività, con un valore aggiunto in euro per ora lavorata pari a 33,1. Secondo quanto riporta lo studio, i lavoratori dipendenti del Nord lavorano quasi 2 mesi in più all'anno dei colleghi del Sud e, alla luce di ciò, i primi percepiscono una retribuzione giornaliera del 34% più alta dei secondi. Tuttavia questa differenza non dipenderebbe dalle ore lavorate o dalla qualità del lavoro, ma dal fatto che nelle classifiche ufficiali non viene considerato "il nero"; inoltre - si legge nel report - la concorrenza sleale praticata dalle realtà completamente o in parte sconosciute al fisco e all'Inps mantengono, nei settori in cui operano, molto basse le retribuzioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Se, infatti, queste ultime salissero anche di poco, molte imprese regolari subirebbero un incremento dei costi che, probabilmente, le farebbe scivolare fuori mercato.
Per la Cgia serve un contrasto maggiore al lavoro irregolare: il rischio, infatti, è che aumenti ancora il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Nel 2021 la retribuzione media giornaliera erogata ai lavoratori dipendenti del settore privato occupati nella provincia di Chieti è stata pari a 83,42 euro, per una media di 232,2 giornate retribuite e una retribuzione annua pari a 19.366 euro. Un dato che pone il Chietino al primo posto tra le province abruzzesi e al 52esimo su base nazionale. Il Pescarese è invece al 59esimo posto in Italia, con una retribuzione media di 80,71 euro al giorno (17.612 euro l'anno e 218,2 giornate retribuite). Segue la provincia dell'Aquila, in 60esima posizione a livello nazionale, con 80,70 euro a giornata (17.653 euro annui in media e 218,7 giornate retribuite). Chiude la classifica abruzzese il Teramano, che si attesta al 71esimo posto in Italia con 76,75 euro di retribuzione media giornaliera (16.542 euro di retribuzione annua e 215,5 giornate retribuite).
Il focus della Cgia riguarda gli occupati non regolari, che in Abruzzo sono 69.700. La regione ha infatti un tasso di irregolarità del 13,6%, dato che supera la media nazionale del 12% e la pone al nono posto in Italia. I sindacati, che da anni portano avanti la lotta contro il lavoro irregolare, sono tornati sul tema, auspicando una riflessione più ampia. Sul lavoro "nero", è intervenuto anche Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo Molise: «Questo fenomeno - ha spiegato - non è mai stato affrontato con efficienza e determinazione: più volte abbiamo sollevato la necessità di aumentare controlli e ispettori, incrementando in questo modo il contrasto al lavoro irregolare». Secondo l'associazione degli artigiani bisogna fare attenzione anche al salario minimo. La posizione della Cgia è favorevole ma a condizione che al trattamento economico minimo (Tem), si aggiungano le voci che compongono la retribuzione differita.
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