Data: 28/07/2023
Testata Giornalistica: IL CENTRO |
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Ferrovia Pescara-Roma: eliminati i fondi del Pnrr Pd e M5S attaccano Marsilio. Ma Salvini conferma: «L'opera si farà»
PESCARA La linea ferroviaria veloce Pescara-Roma è confermata, dice il Mit. Ma riceverà finanziamenti alternativi ai fondi Pnrr. Per il Pd e il Movimento 5 Stelle è però un bluff di parola, come in una partita a poker. Ed è così che, nel giorno del sopralluogo a San Giovanni Teatino, in cui RfI conferma che il Lotto Zero, di un'opera lievitata da 6 a 9 miliardi di euro, sarà realizzato 10 metri sottoterra, si scatena lo scontro politico. Anzi si riscatena perché il tema è identico a quello di due mesi fa quando, per la prima volta, è trapelata la notizia che la quota di finanziamento (circa 620 milioni di euro) da attingere dal Piano di ripresa e resilienza sarebbe stata certamente persa. Ieri, il vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, lo ha confermato ufficialmente. Ma dal Mit hanno anche aggiunto che: «Nella sostanza non ci saranno cambiamenti. La scelta di rimodulare i finanziamenti è figlia della situazione ereditata dall'attuale governo, in carica da circa nove mesi. In particolare: gli interventi della Roma-Pescara lotti 1 e 2 Scafa-Manoppello e Manoppello-Interporto stanno risentendo del ritardo dell'iter che doveva concludersi entro giugno 2022 con avvio gara ad agosto 2022 e aggiudicazione a febbraio 2023. Si ricorda che l'attuale governo è in carica dall'ottobre 2022. La proposta di rimodulazione dei finanziamenti Pnrr ha tenuto conto di quanto sopra in via cautelativa». E subito dopo in campo è sceso anche il viceministro alla Infrastrutture e Trasporti: «Non c'è alcuna rinuncia del Governo al progetto di velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara», ha affermato Galeazzo Bignami, «non è una sorpresa la notizia che i primi due lotti non troveranno copertura con i fondi Pnrr; lo si sapeva da tempo che quest'opera aveva accumulato molti ritardi nella procedura autorizzatoria non sicuramente imputabili a questo Governo. Per questo Rfi non poteva garantire al Governo il completamento entro il 2026. Lo abbiamo ribadito non più tardi di lunedì scorso all'incontro pubblico ad Avezzano e quindi non vedo alcuna novità a riguardo. Le fonti di finanziamento saranno altre perché l'opera ferroviaria continua ovviamente ad essere tra le priorità del sistema infrastrutturale nazionale».Sulla stessa linea viaggiano Massimo Verrecchia, capogruppo in Regione di Fdi e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha effettuato, alle 11 di ieri, il sopralluogo operativo a San Giovanni Teatino, all'altezza del passaggio a livello ferroviario, in Corso Italia, dove la linea sarà interrata per una lunghezza di 540 metri.Presenti, tra gli altri, i rappresentanti di Rfi e Italfer, incaricati a redigere la progettazione del raddoppio della tratta ferroviaria Pescara-Roma, il sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente, e il consigliere regionale Mauro Febbo. Tra i tecnici presenti, il rup, Andrea Borgia, i progettisti Fabrizio Arduini, Piergiuseppe Tascione, Salvatore Paglini, Donato Lippilis e Roberta Olivi.Ma poche ore dopo il sopralluogo, la nota del ministero ha scatenato le reazioni delle opposizioni. «Il Mit smentisce la Regione, mettendo nero su bianco l'uscita dal Pnrr e dalla scadenza 2026 dei finanziamenti per la velocizzazione linea ferroviaria Roma-Pescara. A mettere a nudo Marsilio è lo stesso Salvini», ha accusato Silvio Paolucci, «che toglie le risorse e nulla dice su tempi e sulla copertura dei progetti che restano fuori, come nulla dice la Regione».Secondo il capogruppo in Regione del Pd: «Resta il fatto che per la Roma-Pescara servono almeno 5,6 miliardi, dove verranno reperite tutte le risorse e con quali tempi?».Per il senatore Dem, Michele Fina: «A differenza delle grandi parate e della propaganda, delle rassicurazioni e dei proclami, i fatti hanno la caratteristica di essere incontrovertibili. E a oggi il fatto è che i finanziamenti per il progetto di velocizzazione della ferrovia Roma - Pescara sono fuori dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Regione governata da Marsilio non ha fatto altro che vantarsi ma registra una sonora sconfitta».Anche i 5 Stelle hanno colpito in modo pesante: «Il centrodestra cala la maschera e toglie all'Abruzzo circa 620 milioni di euro, che insieme al presidente Conte avevamo fatto stanziare per la realizzazione dell'opera, per destinarli a vantaggio di altre regioni. Marsilio ha dimostrato ancora una volta di essere il luogotenente della Meloni in Abruzzo, piuttosto che un Presidente che ha come priorità quella di difendere gli interessi del territorio e di chi lo abita», hanno affermato la senatrice Gabriella Di Girolamo e il consigliere regionale Giorgio Fedele. E questa mattina tocca al deputato del Pd, Luciano D'Alfonso, che alle 11, in conferenza stampa, esordirà con la frase: «La calura estiva non è sufficiente per nascondere la doppia verità della Regione di Marsilio». |
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